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Fa’ la Cosa Giusta! e i numeri dei cammini italiani

Aggiornamento: 6 apr 2023

Popolo di santi poeti navigatori...e camminatori. Intervista a Valerio Sivieri, membro del Comitato Sviluppo & Innovazione.


Si è da poco conclusa “Fa' la cosa giusta!“, fiera annuale del consumo critico e stili di vita sostenibili, piacevole kermesse nella quale il variegato mondo dei Cammini Italiani trova sempre maggiore spazio e visibilità.

E’ un evento colorato e gioioso nel quale addetti del settore, camminatori e curiosi trovano spunti ed iniziative di riflessione e, tra i meriti pregevoli della iniziativa fieristica, spicca come di consueto l’analisi fatta da Terre di Mezzo riguardo l’Italia paese di Cammini (con tutti i i numeri del 2022)

E’ un sondaggio che trasforma la percezioni in dati in informazione ed, infine, in conoscenza. Una riflessione approfondita su un fenomeno che di anno in anno sorprende per la crescita.


Abbiamo raggiunto Valerio Sivieri, membro del Comitato Sviluppo & Innovazione, per chiedere una sua impressione sulla kermesse appena conclusa.



Perché questo titolo?

Si sospettava che l’Italia fosse un Popolo di camminatori e ora ne abbiamo la conferma nei numeri raccolti che evidenziano come gli italiani (splendida e variegata tribù di biodiversità umana) si classifichino secondi in numerosità a percorrere il famoso Cammino di Santiago (dopo gli Spagnoli)”.


Altri elementi che emergono dal sondaggio?


“Tornando al nostro bel paese ed a quanto emerso saltano all’occhio alcuni elementi:

  1. il sorpasso femminile delle camminatrici sui camminatori, cosa che onestamente non sorprende. Da sempre il mondo femminile è più attento a stili di vita sostenibili, alla cura dell’ambiente, all’ascolto di se stessi, sorprende che sia avvenuto il sorpasso in tempi così rapidi.

  2. L’aumento dei Cammini che distribuiscono credenziale e Testimonium (attestato), a conferma che la La liturgia laica o religiosa dell’attestato di percorrenza risulta essere una piacevole ricompensa per il pellegrino/viandante (in pole position risulta essere Assisi per il potere attrattivo e mistico del nostro santo più popolare).

  3. La Lombardia è la regione dalla quale provengono il maggior numero di viandanti/pellegrini.

  4. Il viandante/pellegrino (indipendentemente dal genere) è “Senior”, con età compresa tra i 60 e 70 anni abbiamo il 53% dei partecipanti. A testimonianza che con la relativa “saggezza” dell’età riemergono desideri, intenzioni poi realizzate di “rallentare” e scoprire ed apprezzare e valorizzare il quotidiano che per sua definizione passa molto velocemente. Va detto - continua Valerio Sivieri - che anche nel medioevo risultava che i pellegrinaggi avvenissero in età matura, inoltre prima di partire il pellegrino (se facoltoso) doveva redigere un testamento nel caso non fosse tornato data la pericolosità e le insidie del percorso.

  5. Vi è predominanza di laureati, seguiti dai diplomati, ed essendo persona “matura” predilezione per ospitalità comode (38% B&B), e per la ricompensa serale della cena presso ristoranti/osterie.

  6. I Camminatori muovono l’economia dei centri minori e realizzano un notevole indotto economico nelle aree attraversate, il sondaggio riporta (in questo caso come stima) almeno 1 milione di pernottamenti documentati nel 2022.

Che dire, un bel fenomeno, sostenibile ed un bel volano per l’economia.

E l’Associazione Mystery Auditing cosa ha fatto per i Cammini Italiani?


“Uscendo però dall’ambito del sondaggio ed entrando nell’ambito delle attività - ci informa Valerio - la nostra Associazione nel periodo 2019–2022 ha attivato il Progetto Cammini Italiani, meglio conosciuto come “Mystery Walker”.

Ha progettato e realizzato una checklist mirata alla verifica rigorosa dei Cammini Italiani con il duplice scopo di applicare la metodologia ad ambiti meno ortodossi della classica vendita (shopper) e contribuire alla qualità dei Cammini stessi.

E’ inevitabile che quando un fenomeno è in crescita tumultuosa come quello dei Cammini si ponga il tema della Qualità degli stessi (rilevata ed oggettiva e percepita), tema particolarmente importante per la Pubblica Amministrazione e per il territorio".


"Sono stati percorsi in incognito 8 cammini, identificati tra i meno famosi (al momento della rilevazione ora i numeri ci dicono che sono cresciuti moltissimo) e meritevoli di maggiore valorizzazione, sono stati rilevati circa 70 indicatori dal nostro Mystery Walker (che spaziavano dalla segnaletica, alla sicurezza fisica, alla idoneità alla percorrenza da parte di donne sole, alla conoscenza del Cammino da parte del territorio, alle ospitalità, agli esercizi commerciali, alla copertura telefonica, all’incontro con animali), ed alla fine del cammino è stato prodotto un report strutturato che è stato inviato ai soli “owners” dei cammini con le risultanze accompagnate dalla identificazione delle aree di miglioramento.


E come è andata?

"Ovviamente ogni cammino ed ogni tappa è una storia a sé, la visione di insieme è stata di ottimi percorsi, ben documentati, sicuri in territori piacevoli".

Avete fatto qualcosa anche per i Camminatori?


"Ad un certo punto ci siamo resi conto che qualche informazione andava fornita anche ai Viandanti/Pellegrini per cui abbiamo registrato un Webinar che forniva una serie di indicazioni per chi muoveva i primi passi nel mondo dei cammini e fornito qualche consiglio su quali cammini approcciare (clicca qui)".


Che idea vi siete fatti del fenomeno?


"Osservando il fenomeno di forte crescita dei cammini sul territorio potremmo dire che le tipologie degli stessi siano aggregabili in cammini progettati e realizzati da volontari senza fine di lucro, cammini religiosi, cammini nati da un’idea imprenditoriale che valorizza il territorio, cammini nati da iniziative locali della PA, ed in qualche caso un mix dei precedenti.

Abbiamo sempre osservato che ogni cammino è “una cosa viva”, evolve, si modifica, necessità di cure ed accudimento, funziona e viene valorizzato se trova sul territorio stesso (piccole realtà locali) il supporto di motivati volontari, o viene seguito in termini imprenditoriali da chi lo ha progettato.

Un cammino abbandonato o non curato è destinato progressivamente a perdersi".


Trend ed evoluzioni del fenomeno?

"Fatto salvo la nota considerazione che “so di non sapere” - continua Valerio Sivieri - al meglio del nostro limitato osservatorio pensiamo che il fenomeno sia destinato a crescere sino a raggiungere l’apice nel 2025 (Anno Giubilare), per poi assestarsi in qualche modo su numeri importanti ma sostanzialmente costanti.

Sempre nella logica dei trend riteniamo vi sarà uno sfoltimento fisiologico dei cammini stessi , sfoltimento che farà emergere i cammini che nel tempo sia per qualità, per il territorio, per la motivazione alla base (cammini religiosi), per lungimiranza imprenditoriale avranno creato quel meccanismo di "passaparola" che permette ad un cammino di avere sempre nuovi camminator".

"Prevediamo anche il passaggio dei camminatori tra diversi cammini (saltando letteralmente da un cammino ad un altro), proprio per la notevole disponibilità degli stessi specialmente in alcune Regioni.

Altra dinamica in forte crescita è il cammino in bicicletta e/o cicloturismo (tra le quali spiccano le e-bike), vuoi per la “seniority” dei camminatori, vuoi perché la bicicletta permette distanze ed autonomie impensabili a piedi (non a caso le guide di Terre di Mezzo dei cammini in bicicletta sono di molto aumentate)".


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